DIETA CHETOGENICA

Protocolli chetogenici:

Alimentarsi oggi

Ci sono tante persone che mangiano di tutto e liberamente, sono in buona forma fisica, analisi di laboratorio e esami clinici perfetti (del medico di fiducia non ricordano neanche il nome!) e non si pongono il problema di come e cosa mangiare semplicemente perché questo problema non lo conoscono, beati loro diremo!

Se siamo qui a parlare di nutrizione però è perché ce ne sono tante altre che invece sono in continua lotta con il piatto che hanno davanti e in varia misura presentano problemi legati ad una nutrizione scorretta o al peso eccessivo.

Basta guardarsi attorno per riconoscere quanto il problema sia grave, sovrappeso, obesità e patologie correlate sono diffusissimi, dal diabete 2 alla sindrome metabolica fino ad arrivare a malattie croniche e degenerative dove è determinante la responsabilità di un’alimentazione scorretta.

E le cose non starebbero così se le abitudini attuali funzionassero bene, saremmo tutti in perfetta forma e senza alcuna patologia correlata (dca a parte).

In attesa di una prossima revisione delle linee guida sulla nutrizione, in favore di differenti approcci nutrizionali ci sono di conforto la sperimentazione clinica e numerosi studi scientifici, mai potremmo valutare e proporre qualcosa di “diverso” o addirittura “estremo” se non avessimo il sostegno di una gran mole di evidenze scientifiche e di conferme cliniche sulla sua efficacia terapeutica.

In tema di alimentazione il protocollo mediterraneo è l’ideale per la salute; in effetti sarebbe completo e salutare se non fosse per il fatto che le prime due regole basilari dello stesso non vengono rispettate se non in rarissimi casi.

In pratica infatti tranne chi svolge un lavoro fisicamente pesante e gli sportivi professionisti è raro riscontrare persone che si dedichino quotidianamente ad attività fisica tanto impegnativa da consumare la notevole quota di carboidrati prevista in dieta mediterranea.

Altrettanto difficile è rispettare la seconda regola basilare che prevede l’assunzione di questa componente carboidratica da farine integrali ad elevato contenuto in fibre e nutrienti così come esistevano fino alla prima metà del secolo scorso; queste sono estremamente difficili da reperire sostituite invece da prodotti industriali ultra processati che delle caratteristiche nutritive e salutari originarie non hanno più nemmeno l’ombra. Per non parlare degli zuccheri aggiunti ormai ubiquitari che nulla hanno di salutare, tutt’altro!

Eccessi, scarsa qualità e non ultima la sedentarietà, ecco i tre fattori sfortunati sui quali si costruisce buona parte del danno attuale!

Dobbiamo assolutamente fare qualcosa di diverso per incidere positivamente sulla salute di moltissimi con benefici incalcolabili da tutti i punti di vista.

Come?

Cambiando le abitudini e in particolare gli schemi nutrizionali attuali, lasciandoci dietro il così detto stile diabesogeno per abbracciarne altri più fortunati…la dieta del minestrone? Quella del fantino? La dieta dell’uva? La dieta ormonale? Pasta a colazione e aria la sera? Come mangiavano Fred e Wilma? Bibitoni e beveroni a vita?

Scherzi a parte un approccio nutrizionale previsto in natura e studiato scientificamente già da un secolo per trattare specifiche patologie è quello chetogenico.

Quando non abbiamo a disposizione una quota sufficiente di carboidrati alimentari il nostro metabolismo utilizza a scopo energetico i grassi alimentari o quelli che abbiamo in forma di deposito.

I corpi chetonici che derivano dalla trasformazione dei trigliceridi forniscono energia di grande qualità al cervello, al cuore, ai muscoli; ne sanno qualcosa i bambini epilettici farmaco resistenti, i pazienti affetti da deficit di GLUT1 che non possono metabolizzare gli zuccheri e tutti coloro che la seguono da anni per trattare specifiche patologie sensibili a questa alimentazione. Di ulteriore e prezioso conforto sono molti sportivi anche professionisti che ne traggono beneficio nella performance.

Con queste premesse e con i casi di successo che ormai non si contano più, possiamo tranquillamente avvicinarci al metabolismo chetogenico senza alcun timore, si tratti di un percorso dietologico più o meno lungo o di un semplice approccio nuovo all’alimentazione per un benessere inaspettato.

La dieta chetogenica ha delle limitazioni?
Sì, ci sono alcune patologie dove è controindicato seguirla o dove è indispensabile la supervisione medica; a parte questi casi specifici il soggetto sano rischia molto di più infarto, ictus e tante altre malattie con un eccesso di carboidrati che non per un loro difetto.

La dieta chetogenica può portare danni a chi la segue?
Ancora aspetto un caso clinico documentato e certificato dove un paziente in seguito a dieta chetogenica ben fatta abbia riportato lesioni di qualsiasi natura; all’opposto patologie anche gravissime da eccesso alimentare di carboidrati colpiscono tantissimi.

Protocolli chetogenici

PREMESSA: Dopo anni di trascuratezza o di eventi avversi che ci hanno costretto al rifugio nel cibo, la perdita di massa grassa superflua e dannosa non è sempre una passeggiata semplice, il percorso non è affatto lineare; pensate a un viottolo che scende da una montagna, ci saranno tratti molto scoscesi, tratti in pianura, ruscelli da saltare, punti in leggera risalita…se in “vetta” ci siamo stati fermi per anni e magari con molti problemi associati non si pensi di tornare a valle in un batter d’occhio, dovremo imparare nuovamente a muovere un passo dopo l’altro, a lungo, e nella giusta direzione!

Solo due concetti per capire di cosa parleremo:

  • riduzione drastica dell’introito di carboidrati
  • totale calorico quotidiano.

La prima condizione induce il metabolismo chetogenico ed è imprescindibile, la seconda condizione decide se dimagriremo (dieta chetogenica ipocalorica) o se il peso resterà uguale (dieta chetogenica isocalorica o nutrizione chetogenica); ingrassare in chetogenica si può ma è impresa ardua.

Fissa la prima condizione ( la quota in carboidrati la consideriamo solitamente tra i 20 e i 50 grammi) le differenze tra i vari schemi dipenderanno esclusivamente dal totale calorico previsto nel piano nutrizionale personalizzato; gli standard numerici che seguiranno sono solo orientativi variando ben poco la sostanza se ci sono 100 calorie in più o in meno, tante sono poi le variabili soggettive da considerare volta per volta e che incidono sugli schemi alimentari.

VLCKD

Dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico.

Siamo intorno alle 500-700 Calorie giornaliere rappresentate essenzialmente dalla corretta percentuale proteica e da una minima quota di grassi (in aggiunta ai carboidrati già indicati). Sono protocolli estremi che richiedono particolare attenzione e la supervisione di una figura specialistica, si possono protrarre per periodi di tempo limitati, ripetibili ma con attenzione al possibile blocco da carestia. In questi protocolli lo stress metabolico e muscolare è notevole e sono fortemente indicate specifiche integrazioni proteiche di sintesi.

LCKD

Dieta chetogenica a basso contenuto calorico.

Siamo qui orientativamente tra le 800-1200 calorie giornaliere rappresentate sempre dalla corretta percentuale proteica e da una quota di grassi superiore a quella prevista per una vlckd. Anche in questo caso siamo di fronte a protocolli che richiedono particolare attenzione e possibilmente la supervisione di una figura specialistica, si possono protrarre per periodi di tempo più lunghi ma comunque intervallati da uno o più giorni di reinserimento di quote maggiori di carboidrati per evitare un possibile rallentamento metabolico da carestia.

L’integrazione proteica di sintesi in questo caso è consigliabile ma non obbligatoria, molti soggetti posso procedere perfettamente utilizzando solo cibi naturali.

KD

Dieta chetogenica a contenuto calorico ridotto. In questo caso la riduzione calorica si attesta intorno ad un 20% circa del dispendio calorico quotidiano; questo protocollo induce un dimagrimento più lento nel tempo ma il rischio di un rallentamento metabolico è più ridotto. Si possono raggiungere risultati di dimagrimento soddisfacente a patto che l’organismo sia in perfetto equilibrio metabolico e ormonale.

KN - Nutrizione chetogenica

Dieta chetogenica isocalorica, non si dimagrisce.

In questo caso non è prevista una riduzione calorica ma il totale dei macronutrienti copre il totale del fabbisogno calorico quotidiano; la principale fonte di energia è rappresentata dai grassi assunti con la dieta, tanti ne mangiamo tanti ne consumiamo e il peso corporeo si mantiene uguale.

Ad un primo approccio potrà sembrare strano segnalare la nutrizione chetogenica tra le diete ma questo “comportamento alimentare” se protratto a lungo termine (alcuni inorridiscono al concetto di stile di vita ma di questo in realtà si tratta) ha delle grandi potenzialità in prevenzione e terapia per molte malattie acute nonché cronico-degenerative legate all’età.

Se è vero che si può dimagrire in tanti modi e anche con la ben conosciuta dieta chetogenica, la nutrizione chetogenica è un’assoluta novità da valutare attentamente nella scelta di una sana alimentazione; se seguita correttamente e integrata dove necessario (sport, terza età) non comporta alcuno squilibrio metabolico e nutrizionale al contrario di quanto invece solitamente accade con un uso quotidiano e abbondante di farine raffinate (pane, pasta, merendine).

CALCOLA IL TUO TDEE

Il consumo energetico giornaliero complessivo o TDEE (Total Daily Energy Expenditure cioè la spesa energetica giornaliera totale) è una stima di quante calorie bruciamo giornalmente. E’ un dato importante da conoscere per impostare successivamente il deficit calorico corretto per il nostro percorso dietetico.

TDEE Calculator by calculator-online.net